Alchechengi | Caratteristiche, proprietà e utilizzo

Alkekengi

L’alchechengi è un frutto giallognolo ricco di vitamina C. La pianta che produce questo frutto officinale è scientificamente definita come Physalis alkekengi appartenente alla famiglia delle Solanaceae. La testimonianza più antica di questo frutto risale a Linneo, tra i primi a redigere una classificazione delle piante e dei loro benefici. Nel 2010 anche il Ministero della salute riconosce i numerosi benefici dell’alchechengi, inserendola tra gli integratori alimentari naturali.

Caratteristiche

Nata nella zona tra Caucaso e Giappone, l’achechengi è conosciuto soprattutto per la sua particolarità estetica: il frutto cresce racchiuso in un involucro di foglie dalla consistenza molto leggera tanto da ricordare la carta velina. Questa peculiarità le ha conferito il soprannome di “lanterna cinese” sia per l’involucro ma anche per la sua provenienza asiatica. Il suo fusto può raggiunge un metro di altezza. La pianta è un’erbacea perenne reperibile in tutte le regioni italiane. È una pianta capace di resistere anche ai freddi più rigidi ed è di facile coltivazione tanto che può essere tenuta in un vaso sul balcone. Le sue bacche, mature nel periodo autunnale, sono consumate sia fresche che essiccate ed hanno un sapore lievemente agrumato.

Alchechengi proprietà

Una delle proprietà migliori dell’alchechengi è l’alta concentrazione di vitamina C, circa il doppio rispetto al limone. Proprio questo aspetto rende il frutto un ottimo alleato delle difese immunitarie oltre che un antiossidante naturale. Altri principi contenuti nella Physalis alkekengi sono i carotenoidi, che conferiscono alla bacca il colore aranciato, mucillagini, tanniti (dai quali derivano le proprietà astringenti e flavonoidi). Fin dall’antichità è utilizzato come diuretico naturale e depurativo. La presenza di physalina e entilcaffeato conferiscono all’alchechengi capacità antinfiammatorie e antibatteriche. L’alta concentrazione di acqua riesce a prevenire la disidratazione e agisce contro la ritenzione idrica. Della pianta Physalis alkekengi, il frutto è l’unico elemento commestibile: ottima alleato per fegato, reni, apparato digerente, vie urinarie, può sostituire del tutto gli integratori essendo fonte di vitamina C. Da aspirina naturale, riesce a proteggere dai malanni stagionali e a favorire il lavoro degli anticorpi, purifica i reni e previene la formazione dei calcoli.

Le foglie che circondano il frutto sono potenzialmente tossiche per l’organismo: ricche di solanina possono provocare vomito, nausea e diarrea. Nello stelo e nelle foglie, inoltre, sono presenti alcaloidi, anche questi tossici.

Utilizzi

Le bacche di alchechengi hanno diversi utilizzi: possono essere assunti freschi come qualsiasi altro frutto anche associandoli a diverse verdure come i pomodori o a diversi tipologie di frutti in gustose macedonie. È molto apprezzato come dolce, intinto nel cioccolato liquido. L’alchechengi è venduto anche in forma essiccata: le bacche secche sono utilizzate per la realizzazione di infusi, impacchi e decotti. Molto apprezzata è anche la marmellata di alchechengi.

L’infuso del frutto alchechengi, dal sapore molto simile al lampone, funge da depurativo per i reni, da diuretico ripulendo le vie urinarie e come trattamento per la gotta. Le foglie, benché tossiche se assunte, possono essere utilizzate per uso esterno. Tipico è l’uso decorativo che viene svolto da questo caratteristico frutto. Il suo colore arancione e le sue foglie a forma di involucro abbelliscono i balconi dando un tocco di colore e di originalità. Nonostante i numerosi benefici e la sua sicurezza se assunto con moderazione, l’alchechengi può creare problemi se associato ad altri diuretici o medicinali. Per questo è consigliabile chiedere consiglio ad un medico oppure informarsi presso la nostra erboristeria di fiducia.

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