Le creme viso bio per una cura della pelle al naturale

Crema viso

Da qualche anno le donne hanno bandito siliconi, petrolati ed elementi di natura chimica dai prodotti della loro beauty routine. Il nuovo mercato cosmetico sceglie la strada dell’ecocompatibilità per garantire alle donne ingredienti naturali, formulazioni leggere e non aggressive e soprattutto rispetto per l’ambiente. Ogni brand o casa di cosmetici ha prodotto la propria linea bio capace di adattarsi alla pelle e alle tasche della maggior parte delle sue consumatrici quindi si è sempre più diffusa la vendita cosmetici online che permette di scegliere tra varie tipologie di prodotti, prendendo bene in considerazione le caratteristiche di ogni tipo di cosmetico.

Come riconoscere una crema bio?

Il segreto dei cosmetici bio si nasconde nell’Inci che altro non è che la lista degli ingredienti utilizzati per la realizzazione del prodotto che abbiamo tra le mani. La presenza di questa etichetta d’identità è obbligatoria per legge e imparare a leggerla è molto semplice. A differenziare i prodotti naturali da quelli tradizionali è l’assenza di specifici componenti di derivazione industriali. Gli ingredienti che nessuna crema naturale deve contenere per definirsi tali sono i parabeni e i petrolati. La loro presenza è segnalata da diciture come petrolatum, mineral oil, paraffinum e vasilina, utilizzati per conferire alla crema il tipico aspetto umidiccio ma considerati non biodegradabili oltre che inseriti nella lista degli elementi potenzialmente cancerogeni. Altra classe di elementi da bandire è quella dei siliconi. Dimeticone o sostanze la cui nomenclatura termina con -one, -siloxane, – silanol sono creati in laboratorio e conferiscono alla crema capacità idratanti e quella sensazione tanto apprezzata di morbidezza della pelle del viso.

Quali sono gli elementi giusti?

Stabiliti gli ingredienti che devono essere eliminati nella cosmesi biologica, ora bisogna capire quali sono gli elementi naturali utilizzati per la realizzazione di creme viso capaci di adattarsi a pelli diverse. Dobbiamo focalizzare la nostra attenzione su eccipienti di origine vegetale ed in particolare gli oli. Molto apprezzati sono gli oli di jojoba, di karitè, di mandorle dolci, l’olio di semi di lino e anche di oliva. Tantissimi sono i fiori e le erbe mixate tra loro per ottenere creme con diverse formulazioni.

Se avete una pelle mista o che tende a produrre eccessive quantità di sebo, dovrete scegliere una crema dalle proprietà astringenti e capaci di regolare la produzione del sebo. Per questa tipologia di pelle sono consigliate creme dalla texture molto leggera. Tenetevi lontane dagli oli che possono occludere i pori, prediligete prodotti a base di aloe vera, salvia, rosmarino e limone, tutti elementi dalla naturale capacità astringente e lenitiva.

Una pelle secca, invece, avrà bisogno di idratazione e nutrizione. Gli oli svolgono benissimo entrambi i compiti quindi potete acquistare creme a base di burro di karitè, di cocco, olio di mandorle dolci e di jojoba. Se la secchezza si accompagna con una certa sensibilità, allora sarà consigliabile scegliere formulazioni delicate e dalle capacità lenitive.

Come per la pelle grassa, anche la pelle acneica necessita di composti capaci di purificare il viso e lenire i rossori causati dall’acne. Oltre ad un’attenta e profonda pulizia quotidiana del viso con detergenti specifici, applicate formulazioni a base di Tea tree, un olio essenziale dalle capacità purificanti.

Esistono cosmetici biologici anche per le donne meno giovani che hanno una pelle più matura o con qualche ruga. Una crema antirughe efficace non deve per forza contenere composti chimici o particolarmente sofisticati. La pelle matura ha bisogno di contrastare i radicali liberi, causa dell’invecchiamento cutaneo ma anche di idratazione. Optate per prodotti con olio di argan, rosa mosqueta, estratti di foglie di olivo e vite ed acido ialuronico.

Come si legge un’etichetta

Naturale vuol dire tutto e nulla, eco non è sinonimo di biologico, la chimica può essere amica della pelle. La confusione attorno alla cosmesi “verde” è tanta, noi ti suggeriamo come orientarti.

  1. Ipoallergenico non significa eco. Una crema ipoallergenica ha un bassissimo potere allergizzante per la pelle ed è testata per questo scopo. In realtà ci sono tante sostanze che non irritano e non danno problemi di allergia, come acrilati, siliconi o paraffina di origine petrolchimica (in parole povere ipoallergenico ed ecocompatibile non sono la stessa cosa).
  2. Ecologico, Eco-friendly,Eco-biologico. Il cosmetico è fatto con materie prime provenienti dal modo vegetale e da chimica verde, fonti rinnovabili, metodi non inquinanti. È il più biodegradabile possibile, anche nel pack. Non contiene derivati del petrolio o sostanze nocive. Se gli ingredienti vegetali derivano da coltivazioni organiche, è anche biologico.
  3. Eco-dermo-compatibile. Ovvero il prodotto per la pelle più eco possibile, ma anche ipoallergenico e dermatologicamente testato. Oggi può contenere basse quantità di molecole non ammesse nelle certificazioni più rigide, che però devono figurare nella parte più bassa dell’ INCI (lista degli ingredienti). Diventa bio quando le piante sono coltivate senza pesticidi o concimi chimici.
  4. Green Chemistry la chimica è verde. Quando si parla di ecocosmesi e creme “green” si può includere anche la chimica, purché sia verde e amica della pelle. Ovvero si ammette l’uso di alcune molecole, costruite in laboratorio, sostenibili e biodegradabili e non derivate dal petrolio.
  5. Equosolidale fa bene all’uomo. I cosmetici equosolidali garantiscono equità nel prezzo, rispetto della dignità e dei diritti dei produttori (il più delle volte di paesi poverissimi). Ma non sempre le formule sono completamente rispettose dell’ambiente.
  6. Skineco controlla per noi. Si tratta di un’associazione scientifica no-profit e non di un ente certificatore. Riunisce ecodermatologi e chimici che controllano e stabiliscono la eco-dermocompatibilità non solo dei cosmetici, ma di tessuti e di tutto quello che viene a contatto con la pelle.
  7. Biologico: i numeri. Nei cosmetici bio gli estratti vegetali devono costituire almeno il 95% della composizione e provenire da agricoltura organica. Inoltre devono essere puliti (cioè privi di solventi o sostanze sconosciute) e non alterati dalla conservazione.
  8. La certificazione è una garanzia eco. La certificazione, rilasciata da enti privati, riguarda quasi sempre l’ecobiocompatibilità. Gli enti controllano che ogni ingrediente contenuto nel prodotto sia ammesso dai disciplinari e gli estratti botanici siano per la maggior parte bio. Tra i più noti ICEA, CCPB, ECOCERT, COSMOS, NATRUE, SOIL ASS. non esiste ancora un modello unico europeo, ma nessuno ammette vaselina, paraffina, siliconi, parabeni.
  9. Il cosmetico diventa vegano. La cosmesi vegana, la più radicale, garantisce che il prodotto non contenga sostanze di origine animale. Quanto al marchio Cruelty free è inutile, visto che dall’ 11 Marzo 2013 in Europa è entrato in vigore il divieto di testare su animali gli ingredienti dei cosmetici.

Cosa avvelena viso e corpo

I siliconi che disidratano e sono dappertutto, i coloranti nel rossetto (ne mangiamo due chili senza saperlo), i petrolati che soffocano e spengono luce e vitalità cutanea. Impara a difenderti.

  1. Ecco cosa ti fa male. Controlla che la tua crema non contenga quelli che sono veri e propri veleni che un cosmetico eco non deve contenere. Come i petrolati (petrolatum, mineral oil,paraffinum liquidum), che soffocano la cute con una pellicola di plastica. Seguono i siliconi (ciclometicone, dimeticone),composti chimici leggeri e idrorepellenti, che però disidratano. Infine occhio ai polietilenglicoli (indicati con PEG e un numero), solo in apparenza emollienti, e alle ammine (DEA, MEA, TEA, MIPA).
  2. Sai quante sostanze ti “spalmi” ogni giorno? Non è una domanda così banale, perchè ogni giorno, una donna usa mediamente, per la sua routine cosmetica, circa 13 prodotti tra creme, deodoranti, shampoo balsami e sieri vari. Ognuno di questi contiene almeno 20 sostanze (un profumo può arrivare fino a 400 elementi) di vario genere. Questo significa che, a fine giornata, il numero di ingredienti che hai “propinato” alla pelle sfiora il 500: un’overdose che rende il nostro “involucro” fragile e irritabile.
  3. Anche la superficie è importante. Anche se la pelle è fatta a strati (epidermide su cui lavorano i cosmetici, derma con i suoi fibroblasti e ipoderma) e la crema rimane in superficie, non significa che sia “acqua fresca”. Infatti si è scoperto che le cellule cornee, cioè la parte più esterna dell’epidermide, non sono solo cellule morte, ma capaci di sintonizzarsi e cooperare con quelle degli strati più profondi.
  4. Noi donne mangiamo anche i rossetti. Secondo una ricerca francese, una donna nella sua vita, “mangia” due chili di rossetto. Che significa, se va bene,siliconi, se va male, coloranti pericolosi e piombo. Visto che si tratta di cibo per la pelle (nel vero senso della parola), meglio scegliere lipstick fatti con cere, burri e coloranti vegetali.
  5. Cerca la data di scadenza. Garantisce il mese e l’anno fino al quale il cosmetico mantiene tutte le sue virtù ed è sicuro. È prevista per legge sui prodotti che durano meno di 30 mesi, mentre le formulazioni più longeve riportano il PAO (periodo dopo apertura), simbolizzato da un vasetto aperto, che indica per quanti mesi si può usare il prodotto non più integro.

Se li conosci li eviti

Magari sei attentissima a quello che mangi, ma non sai cosa ti spalmi sulla pelle. La prima regola? Guarda l’INCI, cioè l’elenco degli ingredienti, per sapere cosa (e quanto) contiene la tua crema.

  1. Per salvarti la faccia impara a leggere. L’INCI (International Nomenclature of Cosmetc Ingredients) è l’elenco dei componenti che trovi in un cosmetico. Imparare a leggerlo è fondamentale per capire cosa ti metti addosso. Gli elementi sono elencati in ordine decrescente, al primo posto c’è quello contenuto in percentuale maggiore. A seguire gli altri, fino agli ultimi presenti nel dosaggio più basso. Sotto l’1% gli attivi possono essere indicati anche in ordine sparso.
  2. Sei green addicted? Cerca il nome in latino. Se vuoi essere sicura che la tua crema sia “verde”, cerca sull’ INCI i nomi in latino. I componenti di derivazione vegetale che non hanno subito processi chimici sono espressi con il loro nome botanico in latino (per esempio Butyrospermum parkii butter altro non è che il burro di Karité). Gli estratti vegetali lavorati in laboratorio hanno, invece, il nome della pianta seguito dal termine chimico inglese.
  3. Stai alla larga dagli “oli non oli”. Gli oli non oli sono siliconi volatili che stanno per essere messi al bando dal mondo cosmetico. Al loro posto ci sono oli naturali e più dermoaffini, come quello di vinaccioli, che ha le stesse caratteristiche emollienti della vaselina, ma non soffoca la cute.
  4. I siliconi levigano ma non idratano. L’effetto che regalano i siliconi alla pelle è di levigatezza e setosità, ma ciclometicone, dimeticone, silossani onnipresenti in fondotinta, primer e molte creme viso e corpo creano una pellicola sigillante sulla superficie cutanea che, di fatto, impedisce la fuoriuscita di acqua dall’ epidermide, ma non la idrata veramente.
  5. Nanoparticelle sotto osservazione. Le nanoparticelle, che vengono utilizzate per “traghettare” gli attivi nella cute, in cosmetica sono ancora sotto osservazione e da luglio 2013 ne è stato ridotto l’uso. Questo perchè se inferiori a 0,1 micron possono filtrare nel sangue e accumularsi nei tessuti.

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