La tua pelle rinasce con la bio cosmesi

bio cosmesi

Come si legge un’etichetta

Naturale vuol dire tutto e nulla, eco non è sinonimo di biologico, la chimica può essere amica della pelle. La confusione attorno alla cosmesi “verde” è tanta, noi ti suggeriamo come orientarti.

  1. Ipoallergenico non significa eco Una crema ipoallergenica ha un bassissimo potere allergizzante per la pelle ed è testata per questo scopo. In realtà ci sono tante sostanze che non irritano e non danno problemi di allergia, come acrilati, siliconi o paraffina di origine petrolchimica (in parole povere ipoallergenico ed ecocompatibile non sono la stessa cosa).
  2. Ecologico, Eco-friendly,Eco-biologicoIl cosmetico è fatto con materie prime provenienti dal modo vegetale e da chimica verde, fonti rinnovabili, metodi non inquinanti. È il più biodegradabile possibile, anche nel pack. Non contiene derivati del petrolio o sostanze nocive. Se gli ingredienti vegetali derivano da coltivazioni organiche, è anche biologico.
  3. Eco-dermo-compatibileOvvero il prodotto per la pelle più eco possibile, ma anche ipoallergenico e dermatologicamente testato. Oggi può contenere basse quantità di molecole non ammesse nelle certificazioni più rigide, che però devono figurare nella parte più bassa dell’ INCI (lista degli ingredienti). Diventa bio quando le piante sono coltivate senza pesticidi o concimi chimici.
  4. Green Chemistry la chimica è verdeQuando si parla di ecocosmesi e creme “green” si può includere anche la chimica, purché sia verde e amica della pelle. Ovvero si ammette l’uso di alcune molecole, costruite in laboratorio, sostenibili e biodegradabili e non derivate dal petrolio.
  5. Equosolidale fa bene all’uomoI cosmetici equosolidali garantiscono equità nel prezzo, rispetto della dignità e dei diritti dei produttori (il più delle volte di paesi poverissimi). Ma non sempre le formule sono completamente rispettose dell’ambiente.
  6. Skineco controlla per noi. Si tratta di un’associazione scientifica no-profit e non di un ente certificatore. Riunisce ecodermatologi e chimici che controllano e stabiliscono la eco-dermocompatibilità non solo dei cosmetici, ma di tessuti e di tutto quello che viene a contatto con la pelle.
  7. Biologico: i numeriNei cosmetici bio gli estratti vegetali devono costituire almeno il 95% della composizione e provenire da agricoltura organica. Inoltre devono essere puliti (cioè privi di solventi o sostanze sconosciute) e non alterati dalla conservazione.
  8. La certificazione è una garanzia ecoLa certificazione, rilasciata da enti privati, riguarda quasi sempre l’ecobiocompatibilità. Gli enti controllano che ogni ingrediente contenuto nel prodotto sia ammesso dai disciplinari e gli estratti botanici siano per la maggior parte bio. Tra i più noti ICEA, CCPB, ECOCERT, COSMOS, NATRUE, SOIL ASS. non esiste ancora un modello unico europeo, ma nessuno ammette vaselina, paraffina, siliconi, parabeni.
  9. Il cosmetico diventa veganola cosmesi vegana, la più radicale, garantisce che il prodotto non contenga sostanze di origine animale. Quanto al marchio Cruelty free è inutile, visto che dall’ 11 Marzo 2013 in Europa è entrato in vigore il divieto di testare su animali gli ingredienti dei cosmetici.

Cosa avvelena viso e corpo

I siliconi che disidratano e sono dappertutto, i coloranti nel rossetto (ne mangiamo due chili senza saperlo), i petrolati che soffocano e spengono luce e vitalità cutanea. Impara a difenderti.

  1. Ecco cosa ti fa maleControlla che la tua crema non contenga quelli che sono veri e propri veleni che un cosmetico eco non deve contenere. Come i petrolati (petrolatum, mineral oil,paraffinum liquidum), che soffocano la cute con una pellicola di plastica. Seguono i siliconi (ciclometicone, dimeticone),composti chimici leggeri e idrorepellenti, che però disidratano. Infine occhio ai polietilenglicoli (indicati con PEG e un numero), solo in apparenza emollienti, e alle ammine (DEA, MEA, TEA, MIPA).
  2. Sai quante sostanze ti “spalmi” ogni giorno?Non è una domanda così banale, perchè ogni giorno, una donna usa mediamente, per la sua routine cosmetica, circa 13 prodotti tra creme, deodoranti, shampoo balsami e sieri vari. Ognuno di questi contiene almeno 20 sostanze (un profumo può arrivare fino a 400 elementi) di vario genere. Questo significa che, a fine giornata, il numero di ingredienti che hai “propinato” alla pelle sfiora il 500: un’overdose che rende il nostro “involucro” fragile e irritabile.
  3. Anche la superficie è importanteAnche se la pelle è fatta a strati (epidermide su cui lavorano i cosmetici, derma con i suoi fibroblasti e ipoderma) e la crema rimane in superficie, non significa che sia “acqua fresca”. Infatti si è scoperto che le cellule cornee, cioè la parte più esterna dell’epidermide, non sono solo cellule morte, ma capaci di sintonizzarsi e cooperare con quelle degli strati più profondi.
  4. Noi donne mangiamo anche i rossettiSecondo una ricerca francese, una donna nella sua vita, “mangia” due chili di rossetto. Che significa, se va bene,siliconi, se va male, coloranti pericolosi e piombo. Visto che si tratta di cibo per la pelle (nel vero senso della parola), meglio scegliere lipstick fatti con cere, burri e coloranti vegetali.
  5. Cerca la data di scadenzaGarantisce il mese e l’anno fino al quale il cosmetico mantiene tutte le sue virtù ed è sicuro. È prevista per legge sui prodotti che durano meno di 30 mesi, mentre le formulazioni più longeve riportano il PAO (periodo dopo apertura), simbolizzato da un vasetto aperto, che indica per quanti mesi si può usare il prodotto non più integro.

Se li conosci li eviti

Magari sei attentissima a quello che mangi, ma non sai cosa ti spalmi sulla pelle. La prima regola? Guarda l’INCI, cioè l’elenco degli ingredienti, per sapere cosa (e quanto) contiene la tua crema.

  1. Per salvarti la faccia impara a leggere

    L’INCI (International Nomenclature of Cosmetc Ingredients) è l’elenco dei componenti che trovi in un cosmetico. Imparare a leggerlo è fondamentale per capire cosa ti metti addosso. Gli elementi sono elencati in ordine decrescente, al primo posto c’è quello contenuto in percentuale maggiore. A seguire gli altri, fino agli ultimi presenti nel dosaggio più basso. Sotto l’1% gli attivi possono essere indicati anche in ordine sparso.

  2. Sei green addicted? Cerca il nome in latino

    Se vuoi essere sicura che la tua crema sia “verde”, cerca sull’ INCI i nomi in latino. I componenti di derivazione vegetale che non hanno subito processi chimici sono espressi con il loro nome botanico in latino (per esempio Butyrospermum parkii butter altro non è che il burro di Karité). Gli estratti vegetali lavorati in laboratorio hanno, invece, il nome della pianta seguito dal termine chimico inglese.

  3. Stai alla larga dagli “oli non oli”

    Gli oli non oli sono siliconi volatili che stanno per essere messi al bando dal mondo cosmetico. Al loro posto ci sono oli naturali e più dermoaffini, come quello di vinaccioli, che ha le stesse caratteristiche emollienti della vaselina, ma non soffoca la cute.

  4. I siliconi levigano ma non idratano

    L’effetto che regalano i siliconi alla pelle è di levigatezza e setosità, ma ciclometicone, dimeticone, silossani onnipresenti in fondotinta, primer e molte creme viso e corpo creano una pellicola sigillante sulla superficie cutanea che, di fatto, impedisce la fuoriuscita di acqua dall’ epidermide, ma non la idrata veramente.

  5. Nanoparticelle sotto osservazione

    Le nanoparticelle, che vengono utilizzate per “traghettare” gli attivi nella cute, in cosmetica sono ancora sotto osservazione e da luglio 2013 ne è stato ridotto l’uso. Questo perchè se inferiori a 0,1 micron possono filtrare nel sangue e accumularsi nei tessuti.

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